Oggi scelgo la presa bene. Scelgo di sorridere agli sconosciuti; scelgo di non accendere il cellulare, di non controllare posta e status; scelgo un logo più piccolo; scelgo di chiamare gli amici appena suona la campana; scelgo una boccia di rosso; scelgo i buoni sentimenti e i lieti fine; scelgo una commedia e un posacenere; scelgo la bella invece della bestia; scelgo di fingere che mi importi qualcosa; scelgo la vita.

Cortometraggio: “Il circo della farfalla” di Joshua Weigel, 2009

Lambrate, Game of Thrones e il cannibalismo.

Volevo scrivere un post coi controcazzi.

Non per altissimi fini culturali bensì per rassicurare il mio ego.

Quando l’unica cosa che sai fare è fuffa, ti sorge il dubbio di non saper fare un cazzo.

Poi il dubbio tramonta e come il Sole, nascosto dietro la Luna, si addormenta.

Volevo scrivere un post pieno di frasi corte. Ben pensate. Monolitiche. BUM.

Volevo scrivere un invettiva retorica, ironica, dissoluta, leggera, gradevole e tagliente. Zero diplomazia: “Lambrate che conta” è un nome di merda.

Volevo scrivere un post in cui ero un personaggio di Game of Thrones: giuravo di proteggere la mia terra dall’ignoranza e dalla corruzione, e questo giuramento, sostenuto solo dal mio onore, bastava a difendermi in un tribunale.

Volevo scrivere per dimostrare qualcosa, ma l’ho già dimenticata.

Quando si parla di 300 viene in mente l’esercito comandato da Leonida che difese lo stretto delle Termopili dall’invasione Persiana. 

In questo film si parla dei 300 poliziotti che durante il G8 di Genova sono entrati alla scuola Diaz per combattere pericolosi anarchico-insurrezionalisti, poi rivelatisi uomini e donne, giovani e vecchi. Non pericolosi, nemmeno Persiani.

Una mattanza che tuttora piange giustizia e che lascia un vuoto profondo negli occhi e nella pancia. Un casco blu può ricordare una divisa nera con molta facilità.

Non parlatemi più di Stato: non siete Stato voi (Caparezza - Il disco eretico).

discoverynews:

Marijuana’s Imprint in Art

April 20 (4/20) may be just another day to most people in the country. But among the marijuana smokers in the United States, 4/20 is a celebration.

Marijuana has inspired artists through the years. Here we take a look at some examples of art made possible by marijuana.

keep reading

Top photo: Corbis

Bottom photo: This painting, originating in 18th-century India, depicts fakirs preparing cannabis and hashish for later consumption. (Corbis)

Can you disagree?

Can you disagree?

Uno dei libri (slash-fumetto-slash-graphic novel) più belli che abbia mai letto.
Si, l’ho letto Siddharta di Hermann Hesse e mi ha fatto cagare.

Uno dei libri (slash-fumetto-slash-graphic novel) più belli che abbia mai letto.

Si, l’ho letto Siddharta di Hermann Hesse e mi ha fatto cagare.

Pillola pubblicitaria per giovani spiritossici.

Pillola pubblicitaria per giovani spiritossici.

La pubblicità spiegata in piazzetta

Non è il lavoro a definire chi sei. Per questo nonostante un impiego da copywriter in stage continuo a frequentare gli stessi amici di sempre, sulla stessa panchina di sempre, nella stessa piazzetta di Lambrate.
Questo mi porta inevitabilmente a dover difendere la categoria dei pubblicitari nei tanti casi in cui viene impietosamente criticata. Come in un invisibile tribunale l’arringa parte scaricando la responsabilità sulla pavidità dei clienti, sempre restii a comunicare in maniera “diversa” i loro amati prodotti. Prodotti ormai tutti uguali, senza alcuna rilevanza per chi li compra se non il fatto stesso di averli comprati; cioè posseduti. Ma questo non basta. La gente continua a vederci come piccoli Humpa Lumpa truffaldini al servizio dei brand, sempre intenti a escogitare modi ingegnosi per farti mettere mano al portafogli.
Mai cliché fu più sbagliato: la verità è che noi siamo i vostri paladini.
Se non ci fossimo noi, gli spot televisivi sarebbero tutti come le telepromozioni dei canali satellitari, quelli dal 70 in avanti per intenderci. Le pagine stampa avrebbero loghi così ingombranti da non farci stare nient’altro; i pre-roll che anticipano i video su YouTube durerebbero un minuto e sarebbero un loop di foto aziendali; le operazioni guerrilla sarebbero letteralmente tali: imboscate nelle quali il target non avrebbe scelta, comprare o morire. That’s business, baby.
Non capite che senza di noi Ennio Doris userebbe quel bastone contro i clienti invece che per giocare sulla sabbia? Giovanni Rana non sembrerebbe nonno Felice e quel ciccione di Babbo Natale non sarebbe vestito di rosso Coca Cola, ma di un tristissimo verdino?
Lo capite cosa vi stiamo risparmiando?

Pillola pubblicitaria per giovani orsi videoamatori.